"Gruppo Cantori San Giovanni Battista" di Cagliari

  Il gruppo cantori di San Giovanni Battista  è parte integrante delle processioni della Settimana Santa Cagliaritana.

ALCUNE  IMMAGINI

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Processione della Settimana Santa.  Il grande coro in azione in Via Lamarmora nel rione Castello

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                                Profonde voci .................                                                                            ....... Attente ......                                                                            ............ e coordinate 

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 ... per formare un  UNICO CORO ...   Il gruppo "Cantori San Giovanni Battista" 

Venite da noi e ricordate...  Stiamo cercando giovani ragazzi dai 4 ai 14 anni

- I nostri canti riguardano la passione e  morte di Gesù ed il dolore della Madonna;

-  L'impegno dura soli 2 mesi,  limitato alla quaresima e qualche altro brevissimo periodo dell'anno;

- Siete sempre bene accetti (qualunque sia la vostra nazionalità);

- Imparerete cantando: storia, cultura e tradizioni della Cagliari antica;

- Non vi sarà sottratto tempo allo studio o alla pratica sportiva;

- Le nostre prove durano circa un' ora e possono assistere anche i vostri genitori;

 Vedete, ...i nostri piccoli soprani sono così, e se volete..., lo sarete anche voi !

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Giovanissimi Sopani in azione

Vi aspettiamo. Un primo periodo di prove avrà inizio il giorno dopo le ceneri.

La segreteria dell'Arciconfraternita è aperta il lunedì, mercoledì e venerdì dalle 17.30 alle 19.OO 

nel VIco IV S. Giovanni e per il  gruppo cantori è aperta il  martedì, giovedì, venerdì e sabato dalle 18.00 alle 19.00

in Via San Giovanni n°83 (lato chiesa). Tel./ Fax  070-656904.  

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"Villanova . quartiere, paese  dentro la città"  ......e "I riti della Settimana  Santa"

Non si può minimamente immaginare lo stato d’euforia religiosa e rispettosa osservanza per le tradizioni che coinvolge il cagliaritano di Villanova.Il tutto inizia il giorno dopo le ceneri , per tutta la quaresima la corale (iscantoris),hanno provato ogni sera il loro repertorio, uomini ragazzi e bambine che adesso cantano con i maschietti . Purtroppo con lo spopolamento del quartiere e con la diminuzione delle nascite il numero della corale viene sempre a diminuire. Chi li guida e dirige è il capo massa , in tutto più o meno cento elementi divisi in cinque sezioni, soprani voci bianche , ossia bambine e ragazzini- secondi soprani , giovani dalle voci poderose e squillanti, tenori, secondi tenori- infine le voci dei bassi . La più bella storia mai raccontata rivive quasi teatralmente, la rappresentazione della morte di cristo nelle strette vie del rione che , nell’ occasione dei riti ,conosce una sorta di riscatto rispetto agli altri quartieri cittadini.Un vero intreccio di religiosità popolare e tradizioni ma soprattutto un amore viscerale di una fede antica tramandata da generazioni. Al passaggio delle processioni le strade del quartiere si rianimano, molto toccanti sono quei momenti,quando per l’occasione parenti, amici, si rincontrano , magari dopo parecchi anni, singolare il loro sguardo commosso, ma col cuore pieno di gioia, dove per questo rivivono la loro infanzia vissuta nel quartiere . i loro ricordi viaggiano nel tempo quando…….nella vigilia dei riti gli abitanti di Villanova rinnovano le tradizioni popolari che indissolubilmente sposano quella religiosa . Alcune componenti usanze sono molto antiche: ad esempio l’uso di esporre nelle chiese- is nenniris- piatti riempiti di bambagia in cui il mercoledì delle ceneri sono stati seminati chicchi di grano o legumi, poi lasciati crescere al buio.La loro origine è legata al mito fenicio di Adone, che celebrava la morte e la rinascita della vegetazione. Ricordiamo anche l’usanza de –is allichiringius de pasca, ossia le pulizie generali della casa effettuate nei giorni precedenti alla Pasqua: oltre ad aver uno scopo chiaramente igienico, esse sono l’eredità di antichi riti di purificazione-Molto misteriose e curiose queste ultime, durante la settimana santa il popolino praticava –is Ascurtus- risalendo il colle di castello, prestava ascolto alle frasi pronunciate dai passanti, le univa e dal senso ottenuto traeva previsioni per il futuro, intrigante l’ usanza fra le donne sospendere il lavoro di filatura, perché tirare un filo di lana era come strappare i capelli al Cristo.Per lo stesso motivo, veniva persino sconsigliato di lavarsi i capelli. Anticamente, le già citate piantine de –is nenniris- venivano fatte seccare e conservate, si usavano poi per fumigazioni -is affumentus- per combattere alcuni malanni .Caratteristici invitanti erano gli odori per il visitatore che veniva dal di fuori del quartiere, niente carni per tutto il ritto della settimana santa, ma bensì fumi di grandi arrosti di pesce, mentre nelle grandi pentole delle massaie ribollivano succulenti minestroni. Un buon cristiano se vuole comprendere il vero significato della settimana Santa a Cagliari deve recarsi a Villanova nei giorni di Pasqua. Un rione orgoglioso delle sue tradizioni, ex quartiere di ingegnosi artigiani,con le sue strade lunghissime, dai tanti vicoli che trasudano di storia, chiese con le gotiche arcate antiche dei chiostri di San Domenico e San Mauro. Non risulterebbe strano al profano, che qui abbiano sede,tra le poche superstiti, due tra le più antiche confraternite religiose cittadine: In primis l’ Arciconfraternita della Solutidine , nata all’incirca nel lontano 1603 a San Bardilio, (la data molto probabilmente e destinata ad essere riportata indietro di qualche anno), in seguito San Giovanni sito nella medesima via, segue quella di San Giacomo , SS.mo Crocefisso.  . L’antivigilia della domenica delle palme apre la grande Settimana Santa, la confraternita del SS.mo Crocifisso di San Giacomo parte con la processione de -is Misteris ;.. ( Un tempo veniva organizzata dalla congregazione degli Artieri di San Michele, il martedì Santo.) il quartiere rivive in pieno la passione del Cristo dell’agonia nell’orto, passando attraverso i momenti più drammatici, tradimento, arresto, processo di Gesù. Nella Domenica delle palme nella chiesa San Giovanni a mezzogiorno si celebra un rito di grande suggestione, dove si assiste alla rimozione del Cristo, grandissima opera lignea del 1600 a grandezza naturale, la medesima con grande coinvolgimento emotivo dei credenti viene smossa dalla sua originaria cappella per venir adagiata d’avanti all’altare destra . I cantori con aria orgogliosa piena di emozione intonano:……teco diletta madre. Il giovedì Santo inizio del triduo pasquale dove tutti i riti vengono svolti all’interno delle chiese . IL giro dei.. –is setti cresias-  ancora oggi in uso vivissimo, dove il fedele ottemperando al voto di visitare sette chiese ottiene indulgenza. Si arriva al più toccante di tutti i riti della settimana Santa, il venerdì Santo ore 13, processione del Cristo morto. Gli abitanti di Villanova e i cagliaritani non mancheranno mai a questo appuntamento impregnato di viva religiosità e orgogliosa tradizione,dove un sole quasi estivo emana una luce speciale illuminando le candide vesti dei cantori. Davanti alla chiesetta di San Giovanni la corale con gli abiti bianchissimi inizia i canti con : Il sol si oscura, e per fin la terra , il sen si serra, pel gran dolor,..tutto d’un tratto il brusio e la confusione viene a mancare, nell’aria aleggia un senso di emozione generale profonda, le pene i dolori che affligono il comune mortale, vorrebbe essere da parte dei fedeli portate via con la morte in croce di Gesù. Sabato mattina – su scravamentu- giorno di silenzio, l’Arciconfraternita si reca di buon mattino in cattedrale per procedere a – su scravamentu,- alcuni confratelli con mani esperte espletano il loro compito alla rimozione del Cristo dalla croce. Si rimuovono i chiodi dalle mani e dai piedi insieme alla corona di spine dalla testa, subito dopo con amorevole delicatezza si posa il corpo del cristo nella lettiga -sa lettera- dove il Cristo viene accompagnato dalla madre
addolorata, farà un mesto rientro alla chiesa di San Giovanni.  Altro momento di grande suggestione e quando i bassi della corale intona “Trema la terra” in cattedrale ove si raggiunge un alto livello di sentita emozione, in cui bassi, secondi soprani, secondi tenori citano in un passo della canzone :… e la sua Santa Madre è là dolente, pel suo figlio nel riscatto supremo ; Madre col suo figlio, . e lì morente Gesù trasse respiro, l’ultimo estremo . ( al passo di queste parole alcuni cantori, non negano che per l’emozione di aver versato qualche lacrimuccia.  Al rientro nella chiesa di San Giovanni i cantori dopo essersi esibiti con altri due brani, Tu che in cielo, Teco diletta Madre, con  visi stanchi e carichi d’emozioni si salutano, e come dicevano i loro padri e come diranno i loro figli – (altrus annus-)   per altri anni.

Le storie dei cantori , "is cantoris" in vernacolo, della città di Cagliari  è assai complessa e ha origini nel tempo. Fino ai primi decenni del secolo XX , esistevano due distinti gruppi di cantori che facevano  capo a  due diversi artieri della città dai quali prendevano nome: il gruppo cantori  di Villanova e quello di Stampace. Con il trascorrere degli anni,intorno agli anni trenta ,purtroppo ,il gruppo cantori di Stampace venne meno fino a scomparire. Restò invece a perpetuare le più antiche tradizioni il gruppo di Villanova che,pur avendo una sua autonoma  vita e organizzazione, faceva capo alla chiesa di S. Giovanni sede dell'Arciconfraternita della Solitudine. Per attestazione dei corifei più anziani risulta che all'inizio del XX secolo le "prove" avvenivano prima nel chiostro di S. Domenico e nella parrocchia di S. Giacomo. Intorno al 1936 , durante il periodo della Quaresima, le prove si tenevano in un locale messo di fronte a disposizione nella via Giardini in prossimità della casa Portoghese. Più tardi il gruppo cantori fu cortesemente ospitato in casa Comino nella stessa via e solo successivamente  si trasferi' nella chiesa di S. Giovanni ove si trova oggi. Nel 1954 , in seguito ad una scissione intervenuta in seno a questo gruppo , si formò ex novo il gruppo cantori del SS. Crocefisso con sede nei locali attigui all'oratorio che porta il medesimo nome in piazza San Giacomo, per cui oggi, nel rione di Villanova esistono ben due gruppi di cantori che partecipano alle processioni della Settimana Santa che partono  da queste due chiese. Fin dall'inizio della Quaresima  convergono da tutto il rione di Villaniva e non solo da questo, coloro che fanno parte del coro, gli anziani, i giovani , i giovanissimi ed i fanciulli che apprendono poco per volta, per sola ripetizione orale  e direttamente dai più esperti.i loro canti. Sono circa cento persone divise in cinque gruppi di voci.  Una particolare figura è quella dell"'intonatore" che ha un ruolo specifico e preminente in tutto il coro.. Da lui dipendono l'intonazione e la condotta ulteriore, nonchè il successo di ogni brano... Riassumendo ,quindi, ci sono i soprani, formati da bambini e bambine  dai sei ai dodici anni, poi ci sono i secondi soprani, ragazzi con tono di voce particolarmente alto, I tenori, i secondi tenori e i bassi. Molti di loro (quasi la metà), sono confratelli dell'Arciconfraternita. L'effetto canoro,come si vede,è dato da una miscellanea di voci che vanno da quella dei bambini a quella dei contralti e tenori per finire  con quella cupa dei bassi che si fondono in una armonia triste e bella, il tutto per descrivere,nello stesso tempo,la passione e morte di Gesù ed il dolore della sua Santa Madre.Ancora una volta, a loro spetta il compito di porre l'accento, con i canti alle fasi più intense della via Crucis, che quella processione ripercorrerà.Ogni gruppo vocale ha il suo capogruppo, che deve intendersi perfettamente con il capo massa,  nella capacità di direzione dei cori, così che, insieme, possano armonizzarsi per poter rendere al meglio quel sentimento di dolore e struggimento che con i loro canti (tramandati a voce e senza alcun spartito) riescono a trasmettere durante le cerimonie....................Sono le 13.00 del Venerdì Santo, e un lugubre suono di tamburo ricoperto da un drappo nero e senza sordina, segnala che la processione sta per cominciare, che il simulacro del Cristo e della Vergine si accingono a percorrere quella strada dolorosa verso Casteddu de susu (Quartiere di castello) verso la Cattedrale. Escono i Cantori nella stretta via San Giovanni guidati dal capo massa, vestiti di bianco con in testa il cappuccio che pende all'indietro e con il cingolo ai fianchi dal quale pende un grosso rosario di legno.............. Tutto si ferma quasi d'incanto ed il silenzio è rotto dal cupo canto del gruppo Cantori, che ottiene l'effetto di ingigantire al massimo la commozione generale:

I bassi intonano  "Il sol si oscura",   e il coro risponde  " E persin la terra",    e ancora i bassi con  "Il sen si serra". 


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